Gandfels & “Il viandante sul mare di nebbia” di Friedrich

Gandfels e Friedrich: il pioniere davanti alla nebbia

Un rosso nato su una roccia di dolomia, da uve del futuro, e un uomo di spalle che guarda oltre le nuvole.

Il vino

T.N. 11 Gandfels 2018Thomas Niedermayr, Hof Gandberg
Cuvée di uve rosse PIWI, Appiano, Alto Adige

L’opera

Il viandante sul mare di nebbiaCaspar David Friedrich
1818 circa, Hamburger Kunsthalle, Amburgo

Un uomo di spalle, una roccia e la nebbia

Immaginate di salire fino a una cima rocciosa e di trovarvi davanti un mare di nebbia, con le montagne che emergono come isole. Non sapete cosa c’è oltre, ma siete pronti ad andare avanti. È la sensazione che dà questo quadro, ed è anche, in fondo, quella che si prova davanti a un vino come il Gandfels: un rosso che non assomiglia a nessun altro e che chiede di essere assaggiato senza pregiudizi.

Friedrich e il viandante

Caspar David Friedrich, tra i maggiori pittori del Romanticismo tedesco, dipinse Il viandante sul mare di nebbia intorno al 1818. Si vede un uomo di spalle, con un bastone da passeggio e un lungo cappotto scuro, in piedi su uno sperone di roccia. Davanti a lui si stende una distesa di nebbia da cui spuntano creste e cime lontane.

Il volto non si vede mai. Siamo noi a prendere il suo posto e a guardare con i suoi occhi. Il quadro viene letto come un’immagine di solitudine, di contemplazione e di fronte all’ignoto, e secondo gli studiosi il paesaggio non riproduce un luogo reale, ma è composto da più elementi messi insieme. L’opera è conservata alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo.

Chi cammina da solo vede cose che gli altri non vedono ancora.

Il pioniere dei vitigni PIWI

Il Gandfels nasce a Hof Gandberg, il maso di Thomas Niedermayr a Appiano, in Alto Adige. Qui non si coltivano solo le varietà tradizionali, ma soprattutto vitigni PIWI, parola che viene dal tedesco e indica le varietà resistenti alle malattie fungine. Resistono da sole a peronospora e oidio, quindi hanno bisogno di pochissimi trattamenti: una strada molto naturale, e ancora poco battuta, per fare vino.

La storia è di famiglia. Il padre di Thomas, Rudolf, fu tra i primi agricoltori italiani ad aderire al marchio biologico Bioland, nel 1991, e per oltre trent’anni ha raccolto e selezionato diverse varietà PIWI rosse. Thomas ha preso in mano l’azienda nel 2012 e ha continuato su quella strada, con vini biologici e fermentazioni spontanee.

Il T.N. 11 Gandfels 2018

«T.N.» sono le iniziali di Thomas Niedermayr, seguite da un numero. «Gandfels» sembra unire il nome del maso, Gandberg, a Fels, che in tedesco significa roccia. E di roccia si tratta davvero: le viti crescono insieme in un unico appezzamento, a circa 520 metri di quota, su un suolo calcareo e argilloso, profondo, con molta dolomia bianca.

Le uve sono un insieme di varietà PIWI a bacca rossa piantate nello stesso vigneto. L’azienda non le dichiara in etichetta e alcuni degustatori ritengono che comprendano Cabernet Cantor e Cabernet Cortis, ma non c’è una conferma ufficiale.

Nelle annate più recenti, guide e rivenditori descrivono un rosso fresco e succoso, con frutti neri, note di terra e di fumo, spezie e un tannino fine. Lo stile è snello e un po’ selvatico, con un fondo sapido. Questa 2018 ha ormai qualche anno alle spalle: ci si può aspettare un vino più disteso, ma con lo stesso carattere fresco e originale. È un vino «eigenwillig», come dicono in Alto Adige, cioè con una personalità tutta sua.

Perché funziona l’abbinamento

Tre fili collegano il calice al dipinto.

  • Chi cammina da solo Il viandante sceglie un punto di vista suo, lontano dalla folla. Niedermayr fa lo stesso con le uve PIWI, mentre molti vicini restano sulle varietà tradizionali. Due modi di andare per la propria strada.
  • La roccia e la nebbia Il quadro è fatto di roccia, di aria fredda e di foschia. Il vino arriva da una vigna di dolomia, e nel bicchiere porta freschezza, terra, note affumicate e sapidità: una montagna da bere, con un velo di nebbia.
  • Uno sguardo avanti Il viandante guarda verso qualcosa che non conosce ancora. I vitigni PIWI vengono spesso chiamati «le uve del futuro», perché richiedono meno interventi in vigna. Il vino sembra quasi una promessa: così potrebbe sapere il vino di domani.

Come gustarlo davanti all’opera

Temperatura

Servitelo fresco, intorno ai 14-16 °C. Essendo un rosso snello e succoso, regge bene una temperatura più bassa del solito.

Bicchiere e aria

Un calice medio. Apritelo circa mezz’ora prima: i profumi di terra e di fumo hanno bisogno di qualche minuto per distendersi.

Il momento

Guardate il quadro come se foste voi sulla roccia: prima la nebbia, poi le cime lontane. Assaggiate piano e lasciate che il vino vi sorprenda, come il paesaggio.

Da mangiare

Cucina di montagna: speck, formaggi d’alpeggio, canederli, funghi, selvaggina e piatti con erbe e spezie.

E se volete vedere il quadro e la vigna dal vivo

Il Viandante sul mare di nebbia si trova alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo: controllate orari e allestimenti sul sito del museo, perché possono cambiare. Il maso Hof Gandberg è sopra Appiano, nel cuore della zona vinicola dell’Oltradige: se volete visitarlo, verificate sul sito dell’azienda se è possibile e se serve prenotare.

In sintesi

Il Gandfels e Friedrich ci ricordano che le strade meno battute portano ai panorami più interessanti. Un vino fatto con uve nuove su una roccia antica e un uomo che guarda la nebbia: due modi di dire che il futuro, per essere scoperto, va prima di tutto guardato.

Abbinamento: T.N. 11 Gandfels 2018, Thomas Niedermayr (Hof Gandberg), con Caspar David Friedrich, Il viandante sul mare di nebbia (1818 circa).

Scritto da Alessandro Bigozzi
Pubblicato il